La Biomeccanica e la Realtà della Strada
Ogni posizionamento Biomeccanico Professionale dovrebbe comprendere:
1) Analisi Antropometrica dell’Atleta.
2) Uscita su Strada, con Test in pianura e salita, per verifica
visiva dell’assetto attuale e dello stile di pedalata dell’Atleta con questo assetto, sia in condizioni di freschezza che di affaticamento accentuato.
3) Analisi Dinamica indoor degli angoli di lavoro, con Test di
simulazione in pianura e salita, sia in condizioni di freschezza che di affaticamento accentuato.
4) Impostazione della Posizione sul mezzo in base ai valori teorici ricavati ai punti 1 e 3.
5) Uscita su Strada, con Test in pianura e salita, per verifica
visiva dell’assetto impostato e dello stile di pedalata dell’Atleta con questo assetto, sia in condizioni di riposo che di affaticamento accentuato.
6) Analisi Dinamica indoor degli angoli di lavoro dell’assetto
ottenuto, con Test di simulazione in pianura e salita, sia in condizioni di freschezza che di affaticamento accentuato.
7) Uscita Finale su strada.
Come
si può notare, il Posizionamento non si risolve in 2-3 ore in un centro
o nello studio di un Biomeccanico, la cosa ottimale è di suddividere la
seduta in 2 giorni successivi, il primo effettuando la parte in
condizioni di “freschezza” ed il secondo quella in condizioni di
“affaticamento accentuato”, ovvero, presentandosi al punto 2 dopo
un’uscita “tirata” con pianura e salita della durata di circa ¾ del
tempo di gara.
Le uscite su strada sono indispensabili per una corretta impostazione sulla bicicletta, nella posizione statica su cicloergometro il corpo si adatta alla bicicletta fissa, mentre nella realtà, su strada, la bicicletta diviene una variabile come il corpo. L’approssimazione che si ottiene effettuando un Posizionamento unicamente “statico”, oggi, non è più accettabile per Atleti di Categoria Under23 o superiori.
I Test in pianura e salita sia outdoor che indoor, non hanno un significato prestazionale, bensì solo dinamico.
Dallo
studio delle variazioni di postura, assetto e pedalata si ricava la
posizione corretta per l’Atleta, che quasi mai corrisponde a quella che
dovrebbe avere secondo la “Teoria Biomeccanica”.
Un
Posizionamento non perfettamente calibrato sulle caratteristiche
Neuro-Muscolari, porta nel tempo ad un adattamento del corpo ad una
posizione che non gli permette di esprimersi al massimo delle sue
possibilità, e tale limitazione è poi più difficile da eliminare dalla
Categoria Under23 in poi dati i carichi di lavoro crescenti e gli
adattamenti che assume il fisico dell’Atleta.
Così ci veniamo a ritrovare Atleti Elite Neo Pro e Pro con difetti tali da pregiudi
Un Esempio (Elite Pro)
Performance di 5,6 watt/kg su TimeTrial di 30 Km in Velodromo Coperto (Parziale di 2')
Come si nota, a partire dai 50" fino a 1'25" vi è una diminuzione di ritmo e un conseguente aumento di applicazione di forza.
Sui 120” presi in esame, 35 comportano un aumento dell'11,5% di Forza Applicata.
In considerazione del fatto che questo segmento si ripete (con periodicità e durata crescenti) a partire dal Km 11 fino al Km 27 per oltre 20’ di TimeTrial (poi ha fatto l'accelerazione finale) e che, l’Atleta, dalle 110 rpm scende sulle 100 e poi ritorna a 110, se ne deduce un difetto di posizione che creando un sovraccarico costringe a ridurre il ritmo con conseguente aumento della Forza. Ristabilito il suo equilibrio, l’Atleta poi si riporta spontaneamente al suo ritmo naturale di 110 rpm.
Dopo un’analisi approfondita della dinamica di pedalata, si è corretta la posizione, variando altezza e arretramento sella e posizione della tacchetta dx.
Ripetuto il TimeTrial e nuovamente analizzata la performance, si è estratto il seguente frammento (sempre di 2’)
Per tutto il TimeTrial l’Atleta ha mantenuto un ritmo molto più costante, nell’analisi dei tracciati non è stata trovata una decadenza significativa del ritmo.
La maggiore efficienza è, ulteriormente, dimostrata dal fatto che negli ultimi 10 Km non si è verificata la piccola ma costante diminuzione di potenza che si è verificata nel primo TimeTrial (dovuta all’affaticamento muscolare causato dai frequenti cali di ritmo).
Nel complesso, è da rimarcare la differenza di Tempo e Potenza (per quanto in questo ambito non interessi poi molto).
Nel primo TimeTrial si è avuto un tempo di 37’40” con 385 watt medi, mentre nel secondo si è avuto un tempo di 36’45” con 415 watt medi.
Un miglioramento di quasi 2” a km e di 30 watt medi.
Gran parte del “tempo” è stato migliorato negli ultimi 10 km, dove nel primo TimeTrial si è avuto il “calo” mentre nel secondo è stato estremamente più contenuto.




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