La Scelta del Preparatore
Da tutte le persone che mi contattano per informazioni sull’Allenamento, risulta chiaro che ben pochi hanno una comprensione precisa su cosa significa fare una Preparazione.
Il costo, come ovvio, rappresenta una delle discriminanti principali, ma vi sono altre cose che indicano chiaramente che non si comprende cosa è importante e quanto lo è, per affrontare una Preparazione.
LA PREPARAZIONE
La prima cosa da capire è che, fare una Preparazione, significa Costruire nel Tempo una condizione Fisica.
E’ possibile ottenere un buon miglioramento anche con Programmi di soli 2-3-4 mesi (a seconda delle condizioni di partenza dell’Atleta e delle sue carenze), ma la cosa ha un senso solo se abbiamo un obbiettivo a medio termine e di durata limitata, in quanto, un periodo così breve di Allenamento Specifico non permette di “Stratificare” la Preparazione.
Una volta raggiunta la “gara obbiettivo” la condizione tende a calare gradatamente, tornando ai valori precedenti il Programma di Allenamento.
Esempio tipico è quello di chi vuole iniziare la Preparazione a gennaio e gareggiare ad aprile, si potrà raggiungere una buona Condizione di Forma e mantenerla (con adeguati lavori di sostegno) fino a fine stagione, ma, la stagione successiva, sarà come se non si fosse fatto nulla (o ben poco), i miglioramenti specifici ottenuti in questa stagione andranno ricostruiti di nuovo non essendosi potuti “stratificare” adeguatamente.
Molti Preparatori impostano tutto sul miglioramento a breve-medio termine, motivando e coinvolgendo l’Atleta con risultati, spesso, tangibili e a volte notevoli, che fanno sembrare il Preparatore “bravissimo” ma non costruiscono l’Atleta e lo lasciano, fondamentalmente, quello che era, con gli stessi difetti e carenze, senza un reale miglioramento stabile e duraturo.
Un appunto da fare agli Atleti
In occasione del Lockdown causa il Covid-19 e la successiva cancellazione di tutte le gare, un’alta percentuale di Atleti ha interpretato il blocco delle attività, come un’inutilità di effettuare una Preparazione, dato che tanto non vi erano gare.
Oltre al grosso errore riguardante la “stratificazione” cui ho accennato prima, la limitazione principale di un Allenamento sono i tempi per raggiungere la forma obbiettivo (o gli obbiettivi di gara), spesso questi tempi sono ridotti rispetto al tempo necessario per potenziare le qualità o correggere e eliminare i difetti dell’Atleta.
Succede spesso di avere un Atleta che necessita di un periodo di ricostruzione di una particolare caratteristica, poniamo, di 3 mesi, ma ciò farebbe slittare la sua programmazione di gare avanti di un mese, quindi si “comprimono” i 3 mesi in 2 e si sacrifica una percentuale del Lavoro Specifico (e indirettamente del miglioramento risultante).
Non avere gare obbiettivo, è occasione unica di poter affrontare la costruzione dell’Atleta come si deve, senza limiti di tempo, facendo un lavoro più efficacie e più duraturo nel tempo.
Manca, certamente, lo stimolo della gara da fare tra 2-3-4 o più mesi, ma la qualità del lavoro che è possibile fare senza la “pressione” della gara non ha paragoni.
LA COMUNICAZIONE
Altro aspetto fondamentale è la comunicazione tra Atleta e Preparatore, moltissimi Preparatori vendono pacchetti di allenamento nei quali sono indicati precisamente modi e tempi in cui l’Atleta può comunicare con l’Allenatore, tramite mail, chat e quant’altro. Dette “finestre” di comunicazione sono molto spesso “contingentate”, una, due volte la settimana o addirittura meno.
La Comunicazione tra Atleta e Preparatore deve essere COSTANTE e SENZA LIMITI.
Un Atleta che lavora e magari ha famiglia deve affrontare un’infinità di variabili che possono modificare l’Allenamento che gli viene dato.
Una Preparazione “come si deve” prevede lavori e giorni di carico e scarico precisi e coerenti, se mercoledi abbiamo un determinato lavoro (mettiamo in salita), giovedi è prevista un’attività che prevede la fatica accumulata il mercoledi.
Se mercoledi, per qualunque motivo, non possiamo uscire, cosa facciamo? Spostiamo l’allenamento a giovedi? Lo cancelliamo?
Moltissimi pensano che si possa spostare al giorno dopo senza problemi, ma non è cosi, facendolo si falsa tutto il carico della settimana, e allora cosa fare? Si deve comunicarlo al Preparatore che valuterà cosa fare per continuare a rispettare correttamente il carico settimanale.
E’ intuitivo che non si può “contingentare” le comunicazioni, all’Atleta potrebbe servire comunicare col Preparatore anche tutti i giorni, oppure mai (e in tal caso dovrà essere il Preparatore a informarsi se tutto va bene).
Il Preparatore ha già una precisa valutazione di come vanno gli allenamenti (ricavata dall’analisi degli allenamenti stessi) ma è necessario anche avere un contatto “personale” con l’Atleta, per una valutazione oggettiva dei problemi extra allenamento.
Posso comprendere chi vuole “limitare” i contatti con l’Atleta, visto che possono capitare Atleti che telefonano tutti i giorni, 2 volte al giorno, ma se uno vuol fare il Preparatore questo è parte della professione (e ti permette di conoscere meglio l’Atleta e di seguirlo nel modo corretto), sennò si vuole fare solo il “businessman”.
L’ANALISI
Altro punto dal quale non si può prescindere è l’Analisi degli Allenamenti.
Il Preparatore deve regolarmente analizzare e valutare i files degli allenamenti (che l’Atleta gli deve mandare) in modo da poter valutare come vengono eseguiti e come vengono sopportati ed assorbiti.
Non è indispensabile un’analisi giorno per giorno, ma sempre, quando vi sono lavori, o nuovi o ad alta intensità.
Anche qui, vi sono Preparatori che si fanno mandare i files degli allenamenti e poi non gli danno nemmeno un’occhiata, sta al buon senso dell’Atleta capire la professionalità ed il coinvolgimento del Preparatore.
LA METODOLOGIA
Un allenamento mirato sulle caratteristiche dell’Atleta non può prescindere dall’utilizzo:
1) del Frequenzimetro (mezzo indispensabile per valutare il Carico Interno, ovvero la fatica che subisce il nostro organismo),
2) del Contapedalate (indispensabile per la lettura ed analisi degli allenamenti fatti),
3) del Misuratore di Potenza (mezzo utilissimo per effettuare carichi di lavoro mirati, ma non indispensabile).
Esistono Programmi di Allenamento che si basano solo sul Wattaggio, azione assurda, non potendo valutare minimamente l’affaticamento dell’Atleta.
Si basano sul presupposto che se hai un determinato Wattaggio di Soglia, il carico che subisci è proporzionale alla percentuale utilizzata di tale Soglia.
Come se tutti gli uomini fossero uguali e il corpo funzionasse davvero come una macchina, mentre invece l’Atleta e il suo Organismo sono una variabile continuamente in evoluzione.
IL COSTO
Molto difficile per un “non addetto ai lavori” valutare il costo di una Preparazione.
Facciamo una valutazione puramente quantitativa.
Il Preparatore deve impostare il programma, normalmente su un lasso di tempo di minimo 6-9 mesi, in quanto deve sapere da che punto si parte e dove si dovrà arrivare.
Anche se poi il programma reale può durare meno, l’Allenatore lo deve sviluppare come se si trattasse di tutta la stagione, e questo comporta molte ore di lavoro.
Una volta fatto un quadro generale (il macrociclo), bisogna decidere e programmare i lavori specifici ed i carichi di lavoro da fare in ogni ciclo di allenamento (il microciclo, normalmente si tratta di un periodo di 3, meno spesso 4, settimane).
Si deve, poi, analizzare gli allenamenti fatti dall’Atleta, man mano che procede il programma di allenamento.
Per analizzare un allenamento di media durata con lavori servono dai 20 ai 30 minuti, il tempo si dilata per lunghi con lavori e per le gare.
Vi sono poi gli “aggiustamenti”, se è necessario spostare o modificare un allenamento od un lavoro (per problemi dell’Atleta extra allenamento), ed è possibile farlo con un semplice aggiustamento, la cosa è di impegno limitato, ma se la modifica coinvolge un allenamento molto intenso o fulcro di una ciclo di sviluppo, il Preparatore deve riprogrammare tutto il ciclo di allenamento.
Per cui quantitativamente, una preparazione seria si aggira su un minimo di 100 euro al mese, per qualunque cifra inferiore, c’è qualcosa che non va.
Ovviamente vi possono essere Programmi di Allenamento che prevedono un impegno minore da parte del Preparatore, od anche Programmi, letteralmente, da computer, in cui vengono inseriti valori e/o test e si ricavano, statisticamente, i lavori da fare.
Se l’Atleta viene informato correttamente e ritiene che possano andargli bene queste soluzioni “economiche”, sono sempre meglio che uscire a caso, ma bisogna valutare bene se “il gioco vale la candela”.


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